Class Action per Meltdown e Spectre

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Intel, il più grande produttore di Cpu nel Mondo, è sotto accusa per i famosi bug di Meltdown e Spectre. Molti analisti avevano subito ipotizzato che ci sarebbero state delle richieste di risarcimento a fronte di questa gravissima vulnerabilità che ha minato in modo drammatico il mondo informatico.

La californiana Intel dovrà affrontare una lunga battaglia legale a fronte di ben 32 richieste di class action nei suoi confronti. La ormai famosa vulnerabilità delle Cpu, scoperta dal team Project Zero di Google, potrebbe costare ad Intel la stessa esistenza commerciale.

L’accusa che si rivolge al produttore di chip californiano è che sapeva già da tempo di questa grave mancanza di sicurezza, bug che affligge i processori creati negli ultimi 20 anni, ed ha taciuto senza rivelare ad alcuno questo enorme problema. Alcune patch (per mitigare la grave falla) sono state rilasciate solo nei primi giorni di Gennaio di quest’anno, quando ormai la vulnerabilità era diventata di pubblico dominio.

Nelle settimane scorse si sono già viste le prime avvisaglie di virus che sfruttano le debolezze di Meltdown e Spectre. 30 richieste di class action denunciano la commercializzazione di processori difettosi, le altre due class action invece si riferiscono alle dichiarazioni false di Intel.

Uno dei casi clamorosi è stata la grande vendita di azioni, per circa 39 milioni di dollari, effettuata dal CEO Brian Krzanich prima che venisse divulgata a tutti la vulnerabilità, con conseguente crollo del titolo azionario Intel.

Allo stesso tempo sia Windows che Google con il TeamZero hanno cercato di porre rimedio a questo problema. Soluzione non facile perché il difetto è hardware e tramite software si possono solo limitare i pericoli. Google ha trovato una soluzione per le Cpu fallate, mentre Microsoft, dopo le prime patch di sicurezza, ha dovuto sospendere i fix per Meltdown (a causa di alcuni problemi), mentre per Spectre gli aggiornamenti vanno avanti.

Una cosa però è evidente: Intel ha sicuramente mancato di trasparenza nei confronti dei propri clienti.

Nel frattempo, anche il sistema operativo anonimo Tails ha cercato di correggere il problema delle vulnerabilità sulle Cpu.

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