Come hanno il nostro numero di telefono cellulare

come hanno il nostro numero cellulare

Come sanno il nostro numero di telefono del cellulare? Analisi di un fenomeno dilagante: la pubblicità telefonica commerciale.

“Buongiorno sono Riccardo e chiamo dall’Italia. Può prendere la sua ultima bolletta elettrica e dirmi quanto paga? Sicuramente posso farle pagare di meno”. Le proposte commerciali per telefono ormai arrivano a tutte le ore del giorno e delle notte. Ma com’è possibile che ora abbiano anche il nostro numero di telefono del cellulare?

Indubbiamente non è una sorpresa se ci telefonano al numero di  casa, ma come fanno ad avere il numero del nostro cellulare? Beh, non è difficile… in qualche modo è stato fornito direttamente da noi o dai nostri amici!

Negli ultimi anni vi siete iscritti ad un qualsiasi servizio online o magari avete richiesto la tessera del supermercato, non importa se avete spuntato la richiesta di non cedere i vostri dati a fini commerciali, valli a ritrovare e fategli causa. Sanno tutti che è impossibile.

Fin qui tutto prevedibile, è ovvio che quando lasciate un numero di telefono in giro sarà difficile che tutti si comporteranno onestamente, questo è intuibile. Ma ci sono anche altre situazioni a cui non avevate mai pensato.

Le app per la protezione del numero

Tutto sommato siamo consapevoli che, comunque, privacy o no, lasciare un numero in giro è sempre un rischio. C’è un’altra situazione che però è emersa in questi anni: alcune app immagazzinano i numeri dei cellulari privati per poi farli diventare pubblici ai call center.

Alcune app, ad esempio Truecaller e Sync.me consentono di “bloccare” le chiamate moleste. Una volta scaricata ed installata una app di questo genere, le chiamate sospette sono segnalate in rosso: così potrete anche non rispondere.

L’app consente anche di creare una “lista nera” dove il cellulare non squillerà e la chiamata verrà bloccata senza neanche far squillare il telefono.

Il problema è: come fanno queste app a conoscere i numeri sospetti? Tenete presente che i numeri con le chiamate pubblicitarie variano sempre e sono spesso camuffate da numeri normali.

Queste app che bloccano le telefonate pubblicitarie hanno dei database enormi, continuamente alimentati da informazioni che trovano in rete e da siti online che segnalano le chiamate pubblicitarie.

Esiste però anche un’altra fonte: le rubriche telefoniche degli iscritti che utilizzano l’app. Quando scarichi l’app, infatti, ti viene chiesto di poter accedere alla rubrica. Probabilmente non ci facciamo caso: non chiedono di visualizzare il nostro numero, ma l’intera nostra rubrica composta da numeri e nomi.

Algoritmi che incrociano nomi e numeri

Pur non avendo concesso l’utilizzo del nostro numero è evidente che se l’app è molto utilizzata e utilizza milioni di rubriche, riuscirà prima o poi ad “incrociare” lo stesso numero allo stesso nome e a ricavare anche il vostro numero di cellulare pur non avendolo esplicitamente richiesto.

L’algoritmo quindi riesce a ricavare numeri anche da chi non ha mai scaricato una di queste app. Potreste incominciare, quindi, a ricevere chiamate commerciali sul proprio cellulare pur non avendo mai dato a nessuno il consenso all’utilizzo del proprio numero.

Non è fantascienza, è successo ed è stato dimostrato

Truecaller, è stata “smascherata” nel 2017 dal governo dell’India. L’app è stata poi subito inserita in una black list di programmi spyware, proibendo i militari dell’esercito indiano di scaricarla ed usarla.

Truecaller si è difesa affermando che non aveva alcun contatto con società commerciali che rivendevano i numeri, ma la smentita della società svedese non ha convinto le autorità indiane.

Resta comunque evidente che più utenti scaricano un’app del genere che ha accesso alla vostra rubrica, più il database diventerà grande. I numeri telefonici sono la nuova ricchezza digitale: comporre un gigantesco elenco telefonico mondiale non è poi così difficile grazie alla potenza computazionale disponibile oggi.

I migliori difensori della nostra privacy rimaniamo noi ed il primo comandamento, per proteggere la nostra riservatezza, è quello di auto-tutelarsi. Il problema, però, è che a causa di tutte queste interconnessioni, non abbiamo il controllo sui comportamenti dei nostri amici e le loro azioni in rete incideranno anche nelle nostre vite.

Recentemente ha fatto scalpore un articolo: Facebook sa tutto di te anche se non sei iscritto ai social.

I numeri di telefono ceduti a Facebook

Lo stesso Facebook acquisisce i numeri di telefono contenuti nella rubrica dello smartphone. E’ sufficiente, su Android, aver installato le app di Messenger e Facebook, senza farci caso abbiamo acconsentito alla sincronizzazione dei contatti.

Facebook ha quindi l’autorizzazione legale a trattare anche i numeri di telefono contenuti nel nostro dispositivo mobile. Inoltre conserva l’elenco di tutte le nostre telefonate, fatte e ricevute, con orario, giorno, anno e durata. Anche in questo caso, avendo la possibilità di accedere a miliardi di rubriche telefoniche, immaginate quanti “incroci” possano fare per ricavare nuovi numeri telefonici anche di chi non appare sui social.

Tener nascosto il nostro numero di cellulare? E’ ormai una impresa impossibile, anche stando molto attenti.

Il problema grave, però, non è ricevere qualche telefonata da scocciatori, il problema è che diffondere in rete troppi dati apre poi le porte agli attacchi informatici di ingegneria sociale. E qui sono davvero dolori.

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