Browser velocissimo per Windows e Macintosh

Brave, il nuovo brower lanciato sul mercato, ci ha notevolmente impressionato. E' il piu' veloce di tutti. Provatelo!

browser brave velocissimo

Un nuovo browser per navigare in Internet irrompe sulla scena e suscita un certo clamore: il suo nome è Brave, una creatura creata e sviluppata dalla startup Brave Software fondata da Brendan Eich. Brendan è stato, in passato, un cofondatore di Mozilla-Firefox e indubbiamente è un vero esperto di questo settore. 

La startup che ha creato il velocissimo browser Brave è una startup di tutto rispetto composta da 10 persone e di circa 2,5 milioni di dollari di fondi accumulati da investitori che credono in questo progetto.  Attualmente il browser è compatibile con i sistemi operativi Mac, Windows, iOS e Android, tutti sotto licenza open source. Basato su Chromium è davvero sorprendente per leggerezza e velocità (ma possiede anche altre qualità).

Blocco pubblicità efficace ed immediato

Brave browser integra un “adblock” molto o efficace che riesce a bloccare cookie traccianti di terze parti, tutte le tecniche di fingerprinting, e soprattutto script che cercano di “iniettare” pubblicità sullo schermo del vostro Pc. Oltre ad avere una navigazione più fluida e senza le attese inutili di fastidiosi caricamenti pubblicitari, le pagine web vengono visualizzate ben il 40% più rapidamente sui Pc desktop e addirittura quattro volte più veloci sui dispositivi mobili.

Ad esempio, parlando di dispositivi mobili, potrebbe interessarvi un articolo di qualche settimana fa: bloccare la pubblicità su Android.

Il futuro del browser Brave

Gli investimenti sono notevoli per questo browser, in futuro potrebbero essere permessi inserti pubblicitari non fastidiosi, che rispettano quindi l'utente e consentire ai siti web di continuare a sopravvivere. Brave visualizzerà solo pubblicità contenute, dividendo il fatturato tra i publisher, utenti e partner. 

A qualcuno potrebbe non piacere questo sviluppo di Brave, ma Brendan afferma che il tutto verrà fatto per migliorare l'esperienza di navigazione in Internet non tagliando le fonti ai siti web e consentendo agli internauti di poter avere informazioni di qualità senza fastidiosi rallentamenti e pubblicità insidiose. Il produttore di Brave ha calcolato che con 15 milioni di utenti di Brave in tutto il Mondo si potrà raggiungere un pareggio. Senza identificare gli utenti singolarmente, in futuro, potranno essere mostrati inserti pubblicitari indipendenti, dei veri e propri consigli per gli acquisti. Numerose agenzie pubblicitarie sembrano interessate al progetto visto che tanti anni di pubblicità aggressiva hanno fatto crescere in modo esponenziale i vari “adblock” comportando una diminuzione di fatturato e quindi di siti web. 

Anche il noto browser Opera, ultimamente ha integrato un adblock per la pubblicità.

Siete stati martellati dalla pubblicità in questi anni? Una cosa veramente spiacevole sono le pubblicità sotto forma di Toolbar o pop-up pubblicitari, potreste avere il vostro browser “infettato”, in questo caso fate  un salto anche al nostro articolo: rimuovere toolbar e pubblicità indesiderata dal browser.

Gli utilizzatori di Brave saranno pagati

Ecco quindi la sfida finale: arrivare a dare circa il 15% degli incassi pubblicitari a noi utenti che utilizzeremo il browser Brave. Il pagamento verrà effettuato tramite uno speciale borsellino elettronico in moneta Bitcoin. Grazie al protocollo Bitcoin gli utenti potranno ritirare il denaro in qualsiasi momento, ma allo stesso tempo potrà anche essere utilizzato direttamente per micro-pagamenti o donazione ai siti che meritano di più.

Brave per ora non contiene alcun inserto pubblicitario (progetto tutto da definire), è un po' spartano forse, ma ottimo per chi ha Pc ingolfati, si lamenta della visualizzazione lenta delle pagine e non vuole essere aggredito dalla pubblicità. Assolutamente da provare!

Link: il velocissimo browser Brave

Una categoria di Anarchia.com è particolarmente dedicata ad una lista di browser da scaricare e provare.

One Response

  1. Anonimo 15 luglio 2016

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