Google censura il Porno?

All'improvviso i vertici di Google hanno deciso di censurare ricerche inerenti alla pornografia. Gli utenti protestano


Google ha implementato da qualche giorno dei nuovi algoritmi che censurano le immagini porno nella sezione specifica di Google: ricerca per immagini.

In effetti digitando alcune parole chiavi classiche si nota che molto difficilmente escono delle immagini porno e tutto questo anche se si ha l'attivazione per vedere tutte le immagini.

Non è tanto una questione di pornografia libera o no, sorprende invece questa metodologia di censura improvvisa a cui Google non aveva mai abituato prima d'ora i propri utenti.
Il colosso di Mountain View ha cercato di correre subito ai ripari (dopo le numerose proteste in rete che parlavano di censura). Tramite un comunicato stampa hanno affermato che in realtà le nuove modifiche servono ad eliminare immagini derivanti da ricerche ambigue, troppo generiche.
“La nostra intenzione non è quello di applicare censure alle immagini pornografiche” – hanno specificato- “vogliamo solo essere certi che inaspettatamente degli utenti non si trovino di fronte ad immagini non richieste”.

In effetti, dopo aver letto il comunicato, abbiamo provato a fare una ricerca di immagini porno con termini più specifici e meno ambigui: le immagini sembrano ancora esserci. Tutto questo può far sorridere, ma in realtà ci pone davanti a problemi ben più complessi.

Un falso allarme? O qualcosa sta davvero cambiando anche in Google? Per adesso lo cosa sembra rientrata, ma il rischio che Google cominci a decidere cosa è meglio pubblicare o no potrebbe diventare un bel problema un domani.
Un motore di ricerca che ha l'assoluto monopolio potrebbe iniziare ad “oscurare” settori di Internet che a suo parere o per ragioni economiche-pubblicitarie potrebbero incidere negativamente sul proprio business.

E' notizia di questi mesi della censura su Youtube (proprietà di Google) del video “blasfemo” su Maometto che ha incendiato gran parte del mondo islamico. Dapprima c'era stato un netto rifiuto da parte di Google di oscurare il video, anche dietro richiesta della Casa Bianca, successivamente i vertici del motore di ricerca decisero i oscurare il trailer video in India ed Indonesia. I giorni seguenti, poichè gli scontri continuavano e si allargavano, fu presa la decisione di oscurarlo anche in Libia ed Egitto.
Una vera e propria censura a “geometria variabile”.

Speriamo che questo tipo di censura sarà riservata in futuro solo a casi estremi, il pericolo però è sempre dietro l'angolo e le tentazioni di chiudere fonti e notizie sono sempre presenti.

Vedremo…

Alfio Giuseppe

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