Evoluzione degli Hacker

I veri Hacker non sono mai stati contro la liberta' e il rispetto delle regole, nel corso degli anni abbiamo cominciato ad imparare che spesso li anima una deontologia condivisibile…

Negli ultimi giorni la comunità di internauti ha cambiato in positivo opinione riguardo gli Hacker comprendendo che non tutti gli Hacker si comportano allo stesso modo e che non tutti sono spinti dalle stesse motivazioni. Inoltre spesso si confondono le due figure principali che organizzano gli attacchi informatici: Hacker e Cracker.

Gli ultimi episodi di successo mediatico che hanno visto gli Hacker protagonisti hanno portato il mondo degli internauti a considerare gli Hacker in modo negativo: basti ricordare l'attacco alla piattaforma Sony della Play Station, gli attacchi messi a segno contro i governi filoccidentali e gli attacchi per bloccare la distribuzione del film The Interview.

L'ultimo episodio ha fatto cambiare opinione, o meglio ha sottolineato che fra gli Hacker occorre fare una distinzione, separando nettamente i white hat dai black hat: il gruppo Anonymous si è schierato contro il terrorismo islamico, mettendo a segno attacchi informatici fondamentali per destabilizzare la rete dei terroristi e la loro possibilità di diffondere rapidamente i messaggi.

L'interesse nei confronti della comunità Hacker continua a crescere e sempre più persone si chiedono come la figura dell'hacker si evolverà, per restare al passo con le nuove tecnologie che saranno introdotte nei prossimi anni.

Giovanni Ziccardi, che insegna alla Università Statale di Milano informatica giuridica e che ha anche pubblicato nel 2013 il libro Hacker. Il richiamo della libertà, ha affermato che per cercare di prevedere il futuro della comunità Hacker bisogna prendere in considerazione tre aspetti.

  • Il primo aspetto che bisogna sottolineare è che nel giro di pochi anni ci sarà un numero maggiore di invasioni della privacy, dovuto all'introduzione di strumenti come i droni.

  • Il secondo aspetto riguarda sicuramente l'Internet delle cose, ovvero i tanti gadget tecnologici, indossabili e non, che accompagneranno la nostra vita in tutti i suoi aspetti, dalla comunicazione alla salute.

  • Il terzo aspetto è quello relativo alla denuncia della corruzione del potere, con attacchi che potrebbero essere volti a smascherare ingiustizie e comportamenti scorretti da parte dei detentori del potere.

Il gruppo Anonymous, come ricordato all'inizio dell'articolo, è già da tempo attivo in relazione al terzo punto indicato da Giovanni Ziccardi e l'attacco messo a segno contro i terroristi islamici ne è un esempio.

Alessandro Berni, il quale lavora nel Centro Ricerche Nato Cmre a La Spezia, ha dato la sua opinione concentrandosi soprattutto sul futuro Internet delle cose, spiegando che i nuovi dispositivi elettronici, molti dei quali indossabili, che sono in fase di perfezionamento e che presto saranno resi disponibili sul mercato da un lato vantano potenzialità incredibili, che qualche anno fa rientravano nel campo della fantascienza, ma dall'altro mettono notevolmente a rischio la privacy individuale.

Il rischio per la privacy è duplice. Innanzitutto gli utenti saranno praticamente sempre connessi ad Internet e in questo modo aumenteranno esponenzialmente le informazioni condivise con il mondo intero, molte delle quali sono condivise senza pensare ai possibili rischi per la vita privata. I futuri device saranno anche vittime di numerosi tentativi di attacco da parte dei malintenzionati e ovviamente aumentando i possibili bersagli aumenta anche la possibilità di invadere la privacy di ignari utenti.

Alessandro Berni sottolinea anche i rischi che sono legati all'utilizzo del cloud per la memorizzazione delle informazioni. Penetrazioni in database cloud di istituzioni, ad esempio, permetterebbero ai malintenzionati di entrare in possesso di informazioni sensibili e di valore.

Per navigare in rete in sicurezza e per utilizzare i tuoi device tecnologici senza correre rischi per la tua privacy, leggi l'articolo contenente i consigli da parte di un Hacker.

Secondo Alessandro Delfanti, autore del libro Biohacker. Scienza aperta e società dell'informazione, il futuro degli hacker sarà il biohacking: paragonando il nostro corpo ad un classico computer, il biohacking riguarda tutte le modifiche tecnologiche che compiamo sul nostro organismo. Attualmente il termine biohacking viene utilizzato soprattutto in ambito medico, ma lentamente sta uscendo da questo settore e con l'avvento dell'Internet delle cose ne sentiremo parlare sempre più spesso.

L'informatica può diventare un business legale anche per certi Hacker, guardate l'esempio di una delle società informatiche per la sicurezza, Kaspersky, creata proprio da ex Hacker russi.

Lascia un commento e ti risponderò!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.