Il WiFi puo' essere pericoloso?

Vediamo di tirare un po' le somme sul perche' il WiFi non e', allo stato delle cose, pericoloso per noi adulti o bambini. Leggete l'articolo…


Ormai ovunque ci troviamo, nel corso di una giornata, c'è quasi sempre una rete WiFi che ci raggiunge: basta aprire le impostazioni del nostro smartphone e potremmo identificare immediatamente diverse connessioni WiFi. Molte persone, spesso genitori di figli piccoli, si chiedono se queste onde elettromagnetiche non possano in qualche modo arrecare disturbo, o nel peggior delle ipotesi, dei danni a noi e ai nostri pargoli. Con questo articolo cercheremo di dare informazioni e strumenti per meglio comprendere se queste paure hanno qualcosa di reale o sono esagerate precauzioni che non hanno fondamento.

Alcuni genitori hanno preteso che venisse disattivato il WiFi a scuola

A noi è capitato di ascoltare notizie come questa: la disattivazione del WiFi in una scuola pubblica e “passaggio” unicamente alle connessioni di rete a cavo.
Ora, certamente non siamo degli esperti che possono rassicurare scientificamente le persone, ma in rete ci sono diverse autorevoli fonti che possono darci una mano ad esaudire le nostre domande.

Per prima cosa tutti noi dovremmo sapere che il WiFi ha una potenza di trasmissione minima, questo perchè deve coprire piccoli spazi. I giorni scorsi, ad esempio, è arrivata una interessante dichiarazione del dottor Carlo La Vecchia, direttore del reparto di Epidemiologia all'Istituto Mario Negri di Milano: «Se davvero le onde wi-fi facessero male, allora dovremmo smettere di usare anche radiosveglia e televisore. Entrambi ricevono onde radio più potenti, perché le emittenti sono molto lontane e quindi è necessaria una forza estremamente maggiore
Quindi, pretendere di disattivare il WiFi quando siamo “bombardati” da rete cellulari, trasmissioni radio, trasmissioni televisive è come pretendere di far smettere di fumare una persona che si trova in un altro quartiere della città perchè ci dà fastidio il fumo passivo.

Ad esempio, è ridicolo prendersela con il WiFi, quando poi si vedono tutti i giorni adulti che telefonano con il cellulare dall'interno della propria macchina con magari a fianco dei bambini. Per chi non lo sapesse, telefonare con un cellulare senza una antenna esterna all'auto, amplifica enormemente la potenza delle radiazioni trasmissive, un vero bombardamento nella gabbia di lamiera della macchina. Magari, proprio uno di quei genitori con queste brutte abitudini era poi in prima fila per la disattivazione della rete WiFi nella scuola del figlio.

Studi e ricerche sul WiFi

Uno studio piuttosto accurato ha dimostrato che un anno di WiFi (e parliamo di esposizione continua 24ore al giorno) corrisponde ad una telefonata effettuata con il cellulare della durata di circa 20 minuti: ecco il link a questa ricerca Pensate che i cellulari, pur avendo potenze trasmissive molto, ma molto più alte rispetto al WiFi, vengono considerati sicuri, un interessante articolo in italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ad ogni modo la regola aurea: è che se un antenna è vicina all'apparecchio che deve raggiungere (come un WiFi) sarà sempre di potenza limitata, quello che, al limite, dovrebbe (in teoria) preoccuparvi, è quando non vedete antenne e riceverete comunque il segnale: cellulari, radio, televisione. Perchè come già scritto, la potenza dovrà essere molto elevata per coprire ampi territori, sia in ricezione, che in trasmissione (quando telefonate).

Altre fonti parlano di una certa pericolosità del WiFi, ma seguendo la logica sembra molto strano che le trasmissioni più basse in circolazione siano proprie quelle che farebbero più male. Non si comprende allora perchè si continuino ad usare i cellulari che in trasmissione (telefonata) possono arrivare ad 1 watt, mentre il WiFi si attesta a qualche centinaio di mW. Persino un ottimo microonde perfettamente schermato lascia fuoriuscire una potenza maggiore, così come i telecomandi dei cancelli. A tal proposito c'è una interessante intervista al professor Antonio Capone del Politecnico di Milano.


Come al solito tante bufale, fate approfondimenti su ciò che leggete

In rete circolano numerosi documenti di “esperti” che affermerebbero che il WiFi sia nocivo alla salute dell'uomo. Purtroppo, o per fortuna (dipende dai punti di vista), andando a controllare meglio queste “ricerche scientifiche” spesso si trovano delle magagne che fanno cadere tutto il ragionamento.
Alcuni di questi “scienziati” in realtà non hanno alcun titolo accademico per parlare di radiazioni elettromagnetiche. Ben diverso invece il caso dello scienziato John Goldsmith che in effetti avrebbe tutte le carte in regola per parlare di radiazione elettromagnetiche, peccato che il documento che circola in rete parli delle radiazioni emesse da radar militari e non da WiFi casalinghi. Il testo di questo documento riporta il caso di una donna che sviluppò un tumore al seno probabilmente a causa della lunga esposizione (abitazione vicina) ad un radar militare sovietico. Questa ricerca non ha nulla a che fare con il WiFi, eppure spesso la si può trovare su Facebook con le classiche frasi: WiFi pericoloso, Wifi nocivo per le persone, Wifi la morte invisibile.

Per finire sembra comunque accertato che esistano effettivamente delle persone più “sensibili” di altre alle onde elettromagnetiche. In ambienti chiusi queste persone elettro-sensibili potrebbero accusare delle emicranie e stanchezza correlate anche a disturbi del sonno. In realtà, anche in questi casi, si sa molto poco e ancora non si comprende perchè potenze molte piccole dovrebbero dar fastidio rispetto all'universo di segnali elettromagnetici in cui siamo quotidianamente immersi.

Naturalmente questo articolo è limitato e non può essere esaustivo, rimarrà comunque “aperto” ad eventuali osservazioni dei lettori che presentino prove documentali e a nuove, eventuali, ricerche che potrebbero essere presentate in futuro.
Nel frattempo, grazie ad un piccolo software in italiano, potrete visualizzare dal vostro Pc o notebook la potenza trasmissiva delle Wifi che ci circondano.

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