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Lo spreco alimentare


In breve:
Sono davvero impressionanti i dati dello spreco alimentare, numeri che devono farci riflettere. Una guerra da affrontare, per fare qualcosa, anche nel nostro piccolo

Dettagli (articolo di Mario Mazzocchi ) :


Lo spreco alimentare è una delle più pesanti ferite provocate dai Paesi sviluppati, i numeri sono a dir poco impressionanti.

Solo in Europa si calcola che quasi il 42% del cibo viene gettato direttamente nei rifiuti, e i numeri riguardanti l'intero pianeta sono pazzeschi: ogni anno vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti commestibili.

La cosa che poi non viene calcolata, ma altrettanto importante, è che per "creare" questo miliardo di alimenti commestibili sprecati vengono utilizzati (nella produzione) una quantità immane di acqua ed energia. Ad esempio per la sola produzione di circa 18 tonnellate di mele vengono usati ben 12,5 milioni di metri cubi d'acqua; un chilo di carne di manzo richiede 16 mila litri d'acqua e una semplice tazzina di caffè necessita di 140 litri!
Vedete dunque che il problema è connesso anche allo spreco incredibile di acqua per prodotti che finiranno direttamente in discarica! E tutto questo senza neanche calcolare l'energia che è stata impiegata.

Le cause dello spreco alimentare sono molteplici e variano anche per le varie zone del mondo. Ad esempio nei paesi sottosviluppati lo spreco avviene soprattutto nelle prime fasi: mancanza di tecniche agricole avanzate, sistemi di trasporto inefficienti, tecnologie di stoccaggio antiquate.
Nei paesi industrializzati lo spreco avviene quasi sempre nelle ultime fasi: distribuzione e consumo, e questo perchè la sovrabbondanza di cibo comporta disattenzione verso il cibo stesso.

Osservando alcuni dati, in effetti, si nota subito la differenza tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo: europei e nordamericani sprecano a testa una media di 105 Kg di cibo l'anno, mentre in Africa si attesta sugli 8 Kg di media (e come abbiamo visto non per colpa dell'utilizzatore finale, ma a causa soprattutto di problemi distributivi).
In questo senso i paesi sottosviluppati hanno tanto da insegnarci sul rispetto del cibo, una volta giunto nelle nostre case.

Non crediate che un maggior sviluppo o consapevolezza abbia ridotto lo spreco alimentare, dal 1974 ad oggi si calcola che lo spreco alimentare sia aumentato del 50%.
Il 40% del cibo comprato, negli Stati Uniti, viene gettato, in Gran Bretagna finisce nei rifiuti oltre 6 milioni di tonnellate di cibo, circa 10 miliardi di sterline all'anno.
Passando all'Italia si calcola che una famiglia media italiana spreca circa 548 euro l'anno su una spesa di circa 5400. 12 miliardi di euro finisco direttamente nella spazzatura, i prodotti più sprecati sono quelli freschi, viene buttato il 35% di uova, latte, mozzarelle, carne e yogurt, il motivo è semplice: viene persa di vista la data di scadenza.
Fine migliore non fa certo il pesce, circa 9600 tonnellate l'anno, anche frutta e verdura (una media mensile di 11 euro a famiglia) finiscono immancabilmente nella pattumiera.
Una cosa che molti consumatori non sanno è che per la scadenza esistono alimenti
in cui non è necessario osservare la data: ad esempio l’aceto, lo zucchero, il sale, la pasta e la frutta secca.

Un appello drammatico arriva da una Commissione della Comunità Europea: se non verranno attuati dei provvedimenti è previsto che lo spreco di cibo crescerà ancora del 40% entro il 2020.
Qualcosa si può fare anche subito: coinvolgere gli iper-mercati per far sì che evitino di gettare alimenti solo per difetti di etichettatura, ritiri richiesti dalle aziende, date di scadenze prossime, aspetti visivi compromessi del prodotto in vendita. (Tutti questi prodotti potrebbero venire riutilizzati in mense, con la massima igienicità e sicurezza degli alimenti).

Noi, invece, utilizzatori finali, dobbiamo vigilare sulla giusta quantità di cibo da comprare, particolare attenzione alle date di scadenza dei nostri alimenti nel frigorifero, richiedere di portare via il cibo che avanza anche al ristorante.
Sembrano regole sciocchine e di poco conto, ma è stato calcolato che già seguendo queste tre semplici regolette potremmo evitare di buttare nella pattumiera parecchie tonnellate di cibo, ogni anno.

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