Tppa Minaccia Internet

La grande rete è troppo libera? La libertà incide sul business? Ecco allora una nuova minaccia all'orizzonte: il Tppa


La minaccia del Tppa

C’è grande allerta sul web per quanto riguarda il Tppa (Trans Pacific Partnership Agreement), un nuovo trattato commerciale (in discussione la scorsa settimana a Dallas) che minaccia e mette a rischio i diritti degli utenti, soprattutto gli utenti Internet.

A lanciare l’allarme è stata la Electronic Frontier Foundation con il grido d’accusa che il Tppa somigli al precedente accordo Acta (Anti Counterfeiting Trade Agreement) e che, anzi, sia ancora più potenzialmente pericoloso (in quanto potrebbe portare alla creazione di nuovo standard per l’applicazione di copyright e brevetti).

Il Tppa è un trattato di libero commercio che mira ad abbattere tutti quegli ostacoli (come le tariffe doganali e le quote d’importazione nella zona Asia-Pacifico) in modo tale da rendere più agevoli le operazioni commerciali e gli investimenti.

Una minaccia avvertita in maniera ancora più pesante per via della grande segretezza che ruota intorno a questo accordo che ne nasconde l’esatto contenuto (a parte la bozza che circola sul web da qualche tempo).

Secondo la Electronic Frontier Foundation, il Tppa prevede regolamentazioni dannose per la rete internet a livello di servizi commerciali di produzione e di vendita.

La questione focale si snoda tutta attorno al copyright: il Tppa intende estendere la durata di validità del diritto d’autore a 95 anni per le opere individuali e 120 anni per le opere aziendali. Per di più sono previste anche alcune norme per far sì che le protezioni di copyright (come quelle presenti sui cd o sui dvd) non possano essere aggirate e che non si possano importare merci senza avere l’autorizzazione del titolare del marchio.

Inoltre questo nuovo accordo vieta la riproduzione di qualsiasi contenuto temporaneo e potrebbe comportare pericoli anche a livello di privacy. Infatti, nelle intenzioni del Tppa sussiste la volontà di conferire alle aziende (sia estere che non) il diritto di entrare in possesso di informazioni private e personali degli utenti sospettati di aver perpetrato attività illegale (tutto questo tramite provider Internet).

Le conseguenze di questo accordo spaventano i molti siti di e-commerce che pullulano in rete. 

Il Tppa, proposta dagli USA, è al momento stato sottoscritto da Cile, Peru, Nuova Zelanda, Australia, Vietnam, Brunei e Singapore; mentre i prossimi a firmare dovrebbero essere Canada, Messico e Giappone.

L’Europa al momento ne è voluta restare fuori: infatti la linea generale di pensiero europeo è quella che ha condotto anche a rifiutare assolutamente l’ACTA., dando maggior rilievo ai diritti dei cittadini piuttosto che al diritto d’autore. Un accordo commerciale odierno deve tener conto e rispecchiare i diritti e gli interessi di tutti coloro che hanno a che fare con il copyright, poiché interessa non solo i produttori e i distributori di opere ma anche tutte le ditte di materiale tecnologico usato per copiare, aggirare, accedere, ecc. a tutti i contenuti protetti da copyright.

Nel caso entrasse in vigore la regolamentazione riguardante il copyright per i cittadini/utenti insorgerebbero evidenti limitazioni. Come ha sostenuto David Campbell, Presidente del Partito Pirata australiano, in una recente conferenza a Melbourne proprio sulla tematica del Tppa: “Se si acquista un nuovo iPod, non sarà più possibile accedere alla collezione di musica preesistente col nuovo dispositivo ma si dovrà pagarne la licenza una seconda volta“.

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