Virus informatici più pericolosi

Chiedete ad un vero esperto qual'è il virus informatico più pericoloso e lui vi risponderà: quello meno diffuso. Non è un controsenso, in questo articolo troverete molte risposte ad un tema particolare come quello dei virus informatici


La nuova frontiera della continua battaglia tra buoni e cattivi è indubbiamente il “cloud“, decentrare le attività e “frazionarle” su migliaia, decina di migliaia di computer collegati in rete che formano un'unica unità centrale denominata “cloud” o nuvola in italiano.

L'uso del cloud è da anni praticato da hacker e cracker che prendono possesso di migliaia di computer per poi sferrare degli attacchi micidiali a siti web inviando contemporaneamente richieste http allo stesso server per metterlo fuori uso o indebolirne le difese. Questi reti illegali di computer si chiamano botnet e l'hacker ne ha il totale controllo, l'insieme fa la forza e la potenza di migliaia di computer usati insieme possono arrecare gravi danni a macchine collegate ad Internet.

Allo stesso tempo i maggiori produttori di antivirus hanno deciso di far “collaborare” i computer dove vengo installati gli antivirus creando una rete benigna che serve ad allertare l'entità centrale controllando l'arrivo di nuovi virus o nuove modalità di attacco, il tutto in tempo reale. Una grave mancanza di alcuni utenti sia su computer casalinghi che su server è di tollerare la presenza di alcuni virus giudicandoli poco pericolosi o quasi innocui. In realtà molti virus “si mascherano” da benevoli e paciocconi intrusi per poi invece nascondere codici molto più pericolosi che possono essere attivati in ogni momento dal pirata informatico.

I criminali informatici più furbi, evitano assolutamente di diffondere i virus creati in più computer, il tutto per evitare che si concentri l'attenzione su di loro. Per questo motivo i virus pericolosi sono quelli meno diffusi, perchè questi tipi di attacchi vengono condotti con precisione a determinati siti web o macchine di produzione dando così meno tempo alla comunità di reagire.

E' il caso ad esempio del pericolosissimo Stuxnet, un virus informatico di incredibile tecnologia fino a poco tempo fa praticamente sconosciuto. Talmente sofisticato che alcuni esperti di sicurezza avevano formulato l'ipotesi che dietro ad esso potesse esserci una vera e propria nazione con i servizi segreti.
Stuxnet è riuscito a penetrare nelle centrali atomiche iraniane causando gravi danni ai sistemi informatici. E non importa che la rete dei calcolatori di quelle centrali atomiche fossero scollegati da Internet, i pirati informatici hanno altri sistemi per diffondere virus: quello ad esempio di lasciare una chiavetta Usb “persa” nel parcheggio dei dipendenti della centrale atomica. Naturalmente la chiavetta Usb era stata lasciata lì apposta e conteneva il micidiale virus.

I criminali informatici adorano Windows, è il sistema operativo più diffuso nel mondo e quasi tutti i dati più importanti hanno spesso a che fare con macchine dotate di sistemi Windows. E' per questo motivo che virus per i sistemi operativi Apple sono pochi o quasi nulli, non perchè sia un sistema operativo “inattaccabile”, ma perchè poco interessante. Perchè perdere tempo quando si ha la certezza che comunque i dati o le modalità d'accesso ad un computer saranno comandate da un sistema operativo Windows?
Oggigiorno si sta sviluppando in maniera esponenziale il sistema operativo Android, soprattutto negli smartphone e l'attenzione dei criminali informatici si sta rapidamente spostando su questo nuovo sistema. Attualmente non ci sono molti virus per Android, anche perchè la criminalità si è unicamente focalizzata su Windows, ma vedrete che in pochi anni l'abilità di cracker ed ingegneri informatici del crimine si concentreranno sui dati stipati nei nostri smartphone Android.

Sarà l'alba di un altro massiccio attacco ai sistemi operativi in rete, ma gli esperti di sicurezza informatica stanno già lavorando duramente per parare in anticipo il colpo. Promettono che non si faranno trovare impreparati dai primi attacchi, così come è accaduto con Windows.

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