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Gli insulti su Internet


In breve:
Internet e' una grande, gigantesca democrazia globale a cui tutti possono accedere liberamente. Una partecipazione enorme e libera che pero' comporta anche inevitabili problemi collaterali...

Dettagli (articolo di Mario Mazzocchi ) :

Il web è divenuto la fonte primaria di informazioni: si parla di tutto e si desidera trovare di tutto. Il motivo principale che ha portato al successo di Internet è la possibilità di prendere parte a qualsiasi discussione e di dare il proprio contributo, ma questo non significa di certo avere la libertà di fare ciò che si vuole. Un interessante articolo pubblicato non molto fa, da leggere, è senz'altro: come Facebook influenza la nostra società.

Ultimamente molti noti siti di informazione, sia Italiani che stranieri, si sono trovati costretti a dover eliminare totalmente la possibilità per gli utenti di commentare le notizie e gli approfondimenti pubblicati, o hanno dovuto scegliere di limitare i commenti solo ad una determinata tipologia di articoli. A costringerli sono stati gli stessi utenti, che credono di avere il diritto di poter scrivere ciò che vogliono, senza alcun controllo e forse, è il caso di dirlo, senza un minimo di buon senso, che dovrebbe essere alla base di ogni tipo di interazione sociale, sia essa reale o cibernetica.

In passato avevamo affrontato il problema con dei alcuni social, che, costruiti in modo particolare, fomentano l'insulto o il dileggio, creando gravi problemi in alcuni adolescenti. Ecco, ad esempio, il caso del pericoloso Ask.fm oppure della capacità di mimetizzazione di altri social network anonimi.

Oggigiorno, però, il problema si è ampliato anche su fronti molto più comuni: come appunto i quotidiani online che consentono commenti, forum o altri luoghi di libera discussione. Ciò che dovrebbe far maggiormente riflettere è che testi volutamente provocatori, insulti o comunque interventi che non danno alcuna sorta di valore aggiunto alla discussione, non sono pubblicati da ragazzini, i quali potrebbero essere in qualche modo giustificati, ma da persone adulte che non si rendono conto (o forse si) di creare un ambiente negativo e soprattutto di non rispettare il lavoro di chi, ogni giorno, cerca di rendere Internet un posto migliore e si mette in gioco per gli altri.

I commenti sono scritti volontariamente e con l'intento di dar fastidio e questo ai giornali costa molto. Prima di tutto c'è un problema legato all'informazione stessa: senza interventi volontariamente inutili gli utenti realmente interessati a prender parte alla discussione in modo civile sarebbero facilitati a seguire il filo del discorso e a comprendere le opinioni degli altri.

Non è da sottovalutare, anche perché sfortunatamente è il primo problema con cui i siti di informazione devono fare i conti, l'aspetto economico: la moderazione dei commenti costa e non poco. Ogni intervento prima di essere pubblicato deve essere visionato ed approvato manualmente: i commenti inutili sovraccaricano di lavoro il personale addetto alla moderazione e fanno sorgere la necessità di assumere altri dipendenti, cosa che non tutti possono permettersi e che, in ogni caso, va ad intaccare il budget inutilmente.

Negli Stati Uniti un gran numero di portali ha dovuto prendere provvedimenti, limitando la possibilità di commentare, e lo stesso sta accadendo in Italia, dove sempre più spesso ci si imbatte in commenti irrispettosi verso le opinioni degli altri, offensivi e dannosi per la sana condivisione di informazioni.

Gli utenti non possono poi lamentarsi di questa scelta da parte dei siti web, perché essi non sono tenuti a e non hanno intenzioni di diventare controllori dell'etica, della morale e del buon senso in rete. Bloccare i commenti, almeno in questo caso, non significa voler censurare le opinioni dei lettori, che sono di vitale importanza per una sana crescita dei portali, ma semplicemente voler garantire a tutti la possibilità di fruire dei contenuti, senza dover leggere interventi di poco o nullo valore.

Ad ogni modo occorre tener sempre presente, soprattutto per chi ha la "tastiera facile" e si lancia in pesanti insulti telematici, che si può incorrere facilmente nel reato di diffamazione, regolato dal Codice Penale articolo 595: "Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino ad un anno o con multa fino a euro 1032."


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