Cosa significa Open Source

Spesso usiamo questo termine nei software che recensiamo: ma cosa significa esattamente open source? Ecco una guida creata dalla redazione

Quando un software viene rilasciato apertamente, ovvero con tanto di codice sorgente per permettere anche a terzi lo studio e la modifica, al fine di migliorarne le funzionalità, si dice che il software è un software open source.

Sviluppato prevalentemente in ambiente Linux, l’open source ha riscosso un grandioso successo con l’aumentare della diffusione di Internet, poiché ha permesso a più sviluppatori di rimanere in contatto e di apportare sempre più modifiche. Degli esempi di questo successo possono essere rappresentati da Mozilla Firefox, che è attualmente il browser Internet più utilizzato al mondo, da VLC, da Gimp e da 7-Zip, che sono riusciti a imporsi nel proprio settore.

L’open source esiste fin dagli anni cinquanta, anche se la definizione di open source in quegli anni era molto differente da quella di oggi, dato che per condividere  il codice con altri sviluppatori era necessario utilizzare dei nastri e delle schede perforate. Fino agli anni ’70 la diffusione dell’open source fu limitata, anche perchè a quel tempo l’hardware dei computer era decisamente costoso. Col passare del tempo, negli anni ’80, le società di sviluppo dei software capirono quale potesse essere l’importanza di rendere privato un codice sorgente di un software, e quali guadagni potesse portare una decisione del genere. Iniziò così una “privatizzazione” del software, che continua tuttora.

Molti programmatori abituati alla diffusione del codice sorgente liberamente, non accettarono la cosa, e si staccarono dalle aziende che divennero private.
Nel 1985 Richard Stallman fondò la Free Software Foundation (FSF), che divenne col passare del tempo l’organizzazione senza fini di lucro per lo sviluppo e la distribuzione del software libero ambita da tutti gli sviluppatori che avevano questa mentalità.
L’obiettivo della FSF era quello di creare un nuovo sistema operativo, completamente libero da quelli attualmente esistenti, e che fosse distribuito in modo completamente gratuito assieme al suo codice sorgente, in modo da permettere agli sviluppatori di tutto il mondo di modificarne le funzionalità col fine di migliorarlo sempre più.
Il sistema operativo venne chiamato GNU, e fu reso compatibile con UNIX, anche se la Free Software Foundation ne volle mantenere le distanze, garantendo che con GNU gli sviluppatori potessero avere più possibilità di collaborazione tra loro.

Per facilitare la diffusione e lo sviluppo di nuove funzionalità di GNU da parte degli sviluppatori di terze parti, la FSF finanziò il progetto distribuendo GNU con del software installato dal valore di 150$, il tutto completamente gratuitamente. L’unica condizione era che tutte le eventuali modifiche e aggiunte di funzionalità dovessero essere notificate agli sviluppatori principali, in modo da renderle pubbliche a tutta la community di sviluppatori. Con la diffusione dei PC della IBM, che produsse i primi modelli del Personal Computer, fu possibile aumentare la complessità dei software creati, dato che la potenza di calcolo delle macchine aumentò sempre più velocemente.

Negli anni ’90 il progetto GNU non era riuscito ancora a raggiungere il suo obiettivo, a causa della mancanza di completezza del kernel e della poca diffusione dei Internet, cosa che avvenne poi grazie al protocollo HTTP e con lo sviluppo dei primi browser.
Nel 1991 fu Linus Torvalds, uno studente di informatica che studiava presso l’Università di Helsinki, a sviluppare un sistema operativo proprio sulla falsa riga di UNIX, utilizzando un computer con processore Intel 386.
Il progetto del giovane Torvalds fu fin da subito ben accetto nella comunità, grazie al basso costo di sviluppo e alla facilità di diffusione maggiore rispetto alla soluzione trovata fino a questo momento. Grazie ad esso, e grazie alle modifiche fatte da altri sviluppatori che permisero di migliorare le funzionalità e di correggere alcuni bug, nacque il kernel Linux, che fu distribuito con una licenza libera, come voleva la società fondatrice su cui Torvalds si basò.

Nonostante Internet fosse più diffuso rispetto agli anni precedenti, le velocità delle linee erano troppo lente per permettere il download di Linux in tempi ragionevoli. Per questo motivo la diffusione del sistema operativo fu aiutato dai CD-ROM, che videro in questi anni il loro periodo migliore. Nel 1997, anni dopo l’inizio della diffusione di Linux, la FSF, comandata da Bruce Perens, Ockman, Eric S. Raymond ed altri, iniziò a cercare nuovi consensi da parte delle aziende sviluppatrici di softwaree hardware, come la Netscape, l’IBM, l’HP e la Sun Microsystems.

Nel 2003 la Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione, conosciuto anche come Commissione Meo, sviluppò un decreto legge per cui la Pubblica Amministrazione non doveva in nessun caso interferire e ostacolare lo sviluppo dei pacchetti open source, oltre a non penalizzarle rispetto ai prodotti commercializzati dalle aziende concorrenti.

Dal 2008 l’OSPA (Open Studies for Public Administration) organizzare un convengo annuale nella quale le varie università e aziende che lavorano nel settore dell’open source possano scambiarsi tutte le informazioni raccolte nel corso dell’anno, grazie alla presenza di oltre 250 Amministrazioni Pubbliche.

Anche se può sembrare strano per la maggior parte delle persone, anche l’open source permette di guadagnare.
Nonostante il software sia quasi sempre gratuito (poichè open source non è il sinonimo di gratis), esistono diversi metodi per guadagnare, o almeno per rifarsi delle spese e del tempo impiegato per lo sviluppo del progetto:
– Donazioni: le donazioni sono la modalità di guadagno più diffuso nel mondo dell’open source. Grazie ad esso, chi ha le possibilità o il buon senso può donare qualche soldo allo sviluppatore, in modo da ringraziarlo o da incentivarlo a migliorare sempre più il proprio progetto.

– Supporto a pagamento: a volte il supporto del software o del progetto è a pagamento. Il software viene distribuito in modo completamente gratuito, ma in caso di problemi o di dubbi la risoluzione dei problemi da parte dello sviluppatore deve essere ricompensato.

– Sponsorizzazione: un progetto può ricevere i fondi dagli sponsor, che investono il proprio denaro in cambio della pubblicità della propria azienda sul sito ufficiale di download dell’applicazione o nel software stesso.

– Didattica: lo sviluppatore può vendere guide, ebooks o tutorial su come fare determinate cose nel proprio progetto, soprattutto quando lo stesso progetto o software è notevolmente complesso da utilizzare.

In definitiva perchè preferire programmi open source

Costo 0 del software (quasi sempre), possibilità di modificarlo a nostro piacimento, sicurezza del codice (essendo aperto e controllabile da tutto il Mondo non è possibile “infettarlo” con pubblicità o altro), possibilità di usare software anche nel mondo del lavoro (cosa che con i comuni freeware non è sempre possibile), distribuzione libera e senza restrizioni.

Oltretutto, c’è da considerare, che nel corso degli anni i programmi open source si sono moltiplicati in modo esponenziale e troverete facilmente tanto open source tradotto in italiano, e non è una cosa da considerare visto che noi italiani (colpevolmente) mastichiamo sempre poco la lingua inglese.

Volete subito sperimentare del software open source in italiano, che oltretutto non richiede neanche installazione? Allora vi consigliamo di scaricare la raccolta TheOpenDrive (edizione italiana). Sono tutti programmi compatibili Windows.
Il download è piuttosto grande sui 650/700 Mbyte perchè contiene un gran numero di programmi e potrete scaricarlo a questo link.

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