Corte Ue condanna Stati Uniti sulla privacy

La commissione europea ha commesso un grave errore dichiarando nel 2000 che i dati personali immagazzinati negli Stati Uniti erano al sicuro

Le grandi corporation informatiche come Facebook, Google, Apple e tante altre che raccolgono dati personali sui cittadini europei potrebbero andare incontro a grave problematiche dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea che ha appena invalidato gli accordi del 2000: il “Safe Harbor” (porto sicuro).

Gravi mancanze nelle leggi speciali Usa non compatibili con la privacy europea

La sintesi della Corte di Giustizia europea è che i dati personali degli europei non sono più al sicuro se “stipati” nei server statunitensi. Già in passato avevamo parlato del gravissimo scandalo del Datagate e della legge del Patriot Act che consente alla Nsa di investigare liberamente; situazioni che vanno in netto contrasto con le legislazioni europee sul tema della privacy. Il trasferimento enorme di miliardi di informazioni di centinaia di milioni di europei sono a rischio se effettuati sul suolo statunitense. Infatti, per effetto delle leggi statunitensi, tutta la vostra posta, messaggi privati, dati personali, possono essere liberamente letti ed investigati senza alcun mandato della magistratura ordinaria (cosa obbligatoria in Europa).

Facebook, Twitter, Google ed Apple nei guai

Non si parla solo dei giganti del web, questa sentenza (una vera bomba legale), coinvolge oltre 4500 aziende USA. Un vero e proprio terremoto che probabilmente accenderà degli scontri diplomatici a livello internazionale. Tutto è partito dal giovane attivista, ed avvocato, Max Scherms, che già nel 2013 aveva chiesto la cessazione di ogni trasferimento dei dati personali su server statunitensi. A questo punto potrebbe accadere che Facebook e altre aziende sia improvvisamente costrette a “tagliare i ponti” con i propri server oltreoceano e quindi obbligati a non “esportare” dati sensibili sul territorio americano.

Un vero atto di giustizia, le leggi Usa sulla privacy non sono compatibili con l'Europa

Ora potrebbe accadere davvero un cataclisma, qualsiasi nazione delle 28, nella Comunità europea, potrebbe immediatamente chiedere la cessazione della trasmissione dati negli Usa. Una sentenza a cui gli americani saranno obbligati a reagire in un qualche modo: il tutto potrebbe davvero inficiare profondamente l'attività delle grandi corporation Usa sul suolo europeo. Sulle attività illegali Usa basterebbe ad esempio citare il programma spionistico di cui abbiamo parlato in un precedente articolo e conosciuto con il nome di Prism. Per non parlare dell'incredibile scandalo degli hard-disk spiati con malware (articolo assolutamente da leggere).

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